«Uomo capriccioso e di bizzarro cervello» lo bolla Giorgio Vasari nella Vita del 1568. Un imbrattatele che distribuisce lungo l’Italia «strane e bizzarre fantasie». Che dipinge con tutte e due le mani pescando i colori dalle pignatte legate alla cintura. Chiacchierone e fuori di testa. Insomma lo storico filo-fiorentino, ligio alle regole e al potere, tratta male il pittore bolognese Amico AspertiniPer fortuna a risollevarne definitivamente le sorti arriva nel 1934 Roberto Longhi, che nell’Officina Ferrarese definisce l’artista «un vero pittore», ricordando «che gli spiriti bizzarri in tempi inquieti, rischiano d’essere i migliori pionieri».
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=298686