A parlare è la capogruppo del Pd in commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti, secondo la quale «si tratta comunque di una proposta sbagliata, con effetti non sicuri e durevoli dal punto di vista scientifico, che non può in ogni caso essere introdotta attraverso un emendamento ad un decreto legge in quanto incide sulla libertà personali e sul diritto alla salute.
Le proposte della Lega infatti sono due: nel primo si prevede che la castrazione chimica venga inserito in un programma di recupero psicoterapeutico realizzato dalle Asl e disposto nei confronti del condannato per un tempo non inferiore ai due anni, «quando abbia scontato la pena o questa è altrimenti estinta, previa valutazione da parte del giudice della pericolosità sociale e della personalità del reo, nonchè dei suoi rapporti con la vittima del reato».
Se invece la castrazione chimica verrà usata in alternativa al regime detentivo si prevede che se il condannato accetterà di sottoporsi alla «cura» il magistrato potrà disporre la sospensione condizionale della pena o misure alternative al regime detentivo.
Infine, si specifica che il giudice potrà rimettere in carcere il condannato qualora si renda conto che questo ha interrotto il trattamento, o «mantiene un comportamento incompatibile con la corretta esecuzione» o quando accerta «che la persona non ha collaborato alla definizione o ne ha rifiutato l'esecuzione».
Fonte: http://www.unita.it/news/82948/condanne_per_stupro_la_lega_sconto_di_pena_per_chi_accetta_la_castrazione